A me gli occhi è un indagine fotografica sul concetto di cittadinanza, partecipazione e appartenenza al territorio. È un lavoro sulla memoria collettiva: un racconto fotografico del legame tra uomo e territorio, dove la storia e il volto di ogni persona diventano un pezzo costitutivo del volto e della storia di una città. La fotografia è da sempre mezzo privilegiato di documentazione e classificazione, di presunta oggettività, di testimonianza. L’obbiettivo del progetto è quello di usare il mezzo fotografico per condurre una particolare indagine sul territorio, per riflettere su alcuni cambiamenti della città contemporanea, per non perdere le testimonianze di com’era e com’è una città vista negli occhi di chi la vive. A me gli occhi vuole realizzare dei ritratti fotografici degli abitanti: un catalogo visivo.I cittadini saranno invitati a portare la loro storia attraverso un oggetto simbolico. Il progetto si sviluppa interamente all'interno degli spazi dei Quartieri ed è destinato a coinvolgerne gli abitanti e ad aprire un dialogo con i vari soggetti già presenti sul territorio. E' un lavoro di costruzione di un possibile memoria popolare della città. È un catalogo visivo della cittadinanza e dei suoi quartieri. È un modo per ridare vita a luoghi collettivi. Non è un lavoro autoriale ma è un progetto collettivo che ha bisogno di una molteplicità di attori. Nel nostro progetto abbiamo tutti un ruolo attivo, chi scatta le foto e chi si fa fotografare compiono insieme un atto creativo. Per questo riteniamo fondamentale la collaborazione di più soggetti già attivi sul territorio, non solo i quartieri, ma associazioni, istituzioni pubbliche e private. 

invito alla mostra

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